C’è un modo di sentire, un fil rouge che percorre in modo costante la programmazione BASI Pilates, il lavoro quotidiano dei Faculty, degli insegnanti e degli studenti: sentirsi orgogliosi di far parte di un network e lavorare ogni giorno perché tutti possano cogliere in maniera sempre più consapevole le opportunità di questa rete.

Creare un network non è un’azione impossibile, la vera difficoltà è svilupparlo nel lungo periodo, farlo crescere costantemente, mantenendo salde le ragioni che hanno portato alla sua formazione, coniugandole con organizzazione, capacità di gestione e rispetto per le persone. Questo è oggi BASI Pilates nel mondo con i suoi 100 studi HOST, i suoi 10.000 insegnanti certificati e i corsi di formazione in più di 30 paesi.

Rael Isacowitz è il nodo centrale di questa rete, è l’energia che l’attraversa costantemente e la rende sempre più solida e salda con il suo lavoro, il suo mettere a disposizione le conoscenze acquisite in una vita intera.

Ogni esercizio del repertorio porta con sé una quantità enorme di informazioni e dettagli che permettono di muoversi nello spazio in maniera cosciente e non casuale. L’obiettivo è mantenersi allineati nell’insegnamento e far sì che la formazione sia uno strumento capace di garantire la consistenza della tecnica.

Per mantenersi sempre aggiornati e allineati nel proprio ruolo di formatori i Faculty partecipano ogni anno ad eventi come Summit, Learn from the Leaders, e fanno vicendevolmente auditing nei corsi tenuti dai colleghi.

Al contempo, gli insegnanti approfondiscono la materia nei workshop dell’advanced education https://www.basipilates.com/advanced-education/ E come i Faculty stessi, tornano a lavorare sulle conoscenze acquisite seguendo i moduli dei corsi con l’auditing http://www.basipilates.it/corsi-di-formazione-insegnanti-pilates/auditing/

Gli studenti “fanno rete” ogni volta che si incontrano negli studi Host per progredire con gli altri studenti nel percorso di formazione.

Il momento forse più emblematico e significativo del lavoro che si svolge in BASI è quando Faculty, insegnanti e studenti lavorano assieme senza sottolineare le differenze di ruolo perché indipendentemente dal livello di formazione raggiunta si è studenti per tutta la vita.

Il comune denominatore che li unisce è aver trovato in BASI le risposte che si stavano cercando, il fine è la crescita continua, il non sentirsi arrivati ma scoprire ogni giorno che c’è sempre da imparare e ogni obbiettivo raggiunto è l’inizio di un ulteriore approfondimento.

L’atteggiamento competitivo è sostituito dalla possibilità di confrontarsi, riconoscersi, ed è da qui che possono scaturire mondi. La rete è lo strumento per la crescita del potenziale del singolo.

Tutto ciò richiede impegno, tempo, costanza, ma soprattutto una forma mentis, un approccio consapevole e motivato fondato sul rispetto reciproco.

Far parte del network BASI Pilates vuol dire collegamento, scambio, relazione

Collegamento: BASI mette a disposizione di studenti, insegnanti e docenti un network strutturato, in continua espansione che si arricchisce ogni anno di strumenti e proposte formative. Tutto questo non sarebbe possibile senza il BASI Block System® che permette ai praticanti professionisti di comunicare e collaborare liberamente e in modo significativo, ovunque nel mondo.

Scambio. Vista l’eterogeneità delle esperienze, ogni incontro può divenire occasione di scambio e arricchimento professionale ed umano. Si danno e si ricevono competenze, informazioni, tempo, contatti. Questo non sarebbe possibile se ogni insegnante non decidesse in maniera consapevole di far parte della rete.

Relazione. La rete è il luogo della relazione, implica capacità di ascolto, umiltà, disponibilità a rivedere talvolta le proprie convinzioni per migliorarsi professionalmente e personalmente.

 

Ovunque voi siate nel mondo è probabile che ci sia uno studio Host o un collega che vi accoglierà con piacere nel proprio studio. Potete cercarli qui https://www.basipilates.com/studios/search/?location

Fate tesoro di questa opportunità perché nessun istruttore è un’isola.

“…Perché non importa dove ti trovi nel mondo, troverai persone che svolgono questo lavoro con grande dedizione e passione. Quando ci incontriamo, sia che parliamo la stessa lingua o no, condividiamo il linguaggio comune di BASI Pilates e questo, di per sé, è straordinario” (Meredith Rogers, BASI Faculty)

 

 

Lo scorso mese è stato riconosciuto ufficialmente come disciplina olimpica e sarà presente a Parigi 2024. Il Kitesurf: l’incredibile sensazione di planare sull’acqua, trainati soltanto dalla forza del vento, sole ed acqua salata sulla pelle, il vento sul volto.

 

Il kitesurf, uno sport una volta considerato estremo ma che oggi con le nuove dotazioni di sicurezza è alla portata di tutti ma occorre il giusto allenamento per affrontarlo al meglio. In questo il Pilates è un metodo eccellente per la preparazione atletica di un kiter.

Con il potenziamento del centro, l’allungamento della muscolatura, l’aumento della forza e della resistenza, il miglioramento della concentrazione, il Pilates fornisce quella preparazione che consente al kiter di impiegare la corretta muscolatura e ridurre il rischio di infortuni.

Abbiamo chiesto a Natallia Sakevich, insegnante BASI Pilates e kiter di raccontarci il suo allenamento prima di uscire in mare.

 

“Il buon kiter deve essere una persona con buona mobilità, stabilità e forza funzionale, elementi fondamentali per la buona riuscita di questo sport.”

 

Mobilità, in quanto nel ‘freestyle’, all’articolazione della spalla si richiedono dei gradi di mobilità molto ampi per permettere di chiudere manovre sempre più spettacolari.

 

Stabilità e forza per permettere di ridurre al minimo la percentuale di infortuni. Inoltre, i muscoli del ‘core’ svolgono un ruolo fondamentale per un buon equilibrio sulla tavola da surf. Da ciò si evince che le due powerhouse, quella del core e quella della spalla sono regioni fondamentali per questo sport.

 

Gli esercizi hanno l’obiettivo di rinforzare non soltanto il centro del corpo (il pavimento pelvico, trasverso dell’addome e multifido) ma anche la spalla (gli stabilizzatori della scapola e la cuffia dei rotatori), definita da Rael Isacowitz la “seconda powerhouse”.

Per poter affrontare l’allenamento in modo sicuro, applico un percorso di preparazione BASI Pilates che mi aiuta a migliorare sempre più la mia performance.

Natallia Sakevich BASI Teacher Kitesurf

 

Come dice Rael Isacowitz, “tutto il movimento proviene dal centro, sia dal punto di vista anatomico che energetico”!

 

Durante il Workout preferisco gli esercizi che mirano a rafforzare i muscoli che sostengono la colonna vertebrale e che danno la stabilità e la forza funzionale al corpo.

Dopo aver eseguito il Warm Up (primo blocco di lavoro in una sessione BASI Pilates), eseguo la serie di Foot Work su Universal Reformer alternando
con quella su Wunda Chair, ottima per la stabilizzazione e per il rinforzo di estensori del ginocchio e dell’anca. Questa serie aiuta sia a sviluppare caviglie mobili e forti che ad acquisire maggiore flessibilità e stabilità sulla tavola, in condizioni di mare particolarmente “choppato”.

 

La Short Box Series, che fa parte del blocco Abdominal, è ottima per il rinforzo e l’utilizzo della muscolatura addominale profonda ed essenziale per il core (centro del corpo). Gli esercizi di rotazione contenuti possono risultare molto utili durante le session in acqua.

Sviluppando l’uso della co-contrazione della muscolatura addominale e della zona paravertebrale, si aiuta quindi la stabilizzazione ed il controllo dei movimenti.

Il rafforzamento della muscolatura profonda, previene l’inarcamento eccessivo della lombare, proteggendo in questo modo la zona lombo-sacrale anche durante le sessioni.

Viene quindi data priorità agli esercizi che coattivano tutti i muscoli della catena muscolare stabilizzatoria, trasmettendo la forza dalle gambe/braccia al centro del corpo e viceversa.

Il repertorio di questi esercizi è vasto, per esempio: Backward Step Down, Frog Front, Forward Lunge sulla Wunda Chair, Arms Standing Series/Leg Work sulla Cadillac, Arms/Side Arms Kneeling Series, Long Back Stretch on Reformer ecc.

 

Scelgo sempre gli esercizi con stabilizzazione maggiore e gli esercizi che trasmettono forza. Trovo il blocco di FBI  (Full Body Integration) ottimo per lo sviluppo della stabilità scapolare insieme a quella del tronco e bacino, per esempio Tendon Stretch, Balance Control Front/Back, Up Stretch Group ecc.

La Cadillac è un attrezzo efficientissimo per lo stretch della spalla. Gli esercizi Shoulder Stretch e Sitting Back sono eccezionali per acquisire gradi di mobilità nella spalla sempre più ampi.

 

Grazie a BASI Pilates il mio corpo è sempre più forte, più stabile, più mobile, ed è sicuramente un corpo capace di affrontare sempre al meglio lo sport che adoro!”

Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di avere in Italia Sheri Long, BASI Senior Faculty. Abbiamo colto l’occasione per parlare con lei, farci dare qualche consiglio e raccogliere le sue riflessioni.

 

Come ti sei avvicinata al Pilates e cosa mantiene viva la tua passione e il tuo entusiasmo?

Stavo insegnando in un centro fitness e il direttore mi ha chiesto se volevo insegnare Pilates. Avevo già praticato Pilates ma non ne sapevo molto. Ho seguito il mio primo corso di certificazione e sapevo che sarebbe stata la prima tappa del mio lungo viaggio.

La mia passione e il mio entusiasmo nascono dal fatto che amo ciò che faccio! Studiare Pilates e il corpo umano è eccitante e quando insegno alle persone a muovere il loro corpo in maniera più corretta, so che posso aiutarli a vivere una vita più felice e più sana e questo è fantastico!

 

Sei insegnante da molti anni, come è cambiato l’insegnamento del Pilates in questi anni?  Quali vantaggi può trovare un istruttore di Pilates in BASI?

Non penso davvero che il Pilates sia cambiato, credo piuttosto che a volte le persone sottovalutano che l’apprendimento del Pilates è un processo e occorrono tempo e impegno per imparare questo lavoro. Ho frequentato altri corsi di formazione, ma BASI ha dato una risposta a tutte le mie domande, ha dato un senso al mio lavoro.

Rael Isacowitz è in grado di spiegare ogni cosa in modo così chiaro e coinciso.  Mi ha aiutato e continua ad aiutarmi a capire il lavoro con maggiore profondità e chiarezza più di chiunque altro.

 

Come docente di Pilates della prossima generazione, quali sono le competenze chiave che vuoi instillare negli studenti?

La cosa più importante è non smettere mai di imparare.  Sarò sempre uno studente prima e un insegnante poi. Bisogna ricordarsi perché si è scelta questa professione e mantenere viva la propria passione e l’amore per il Pilates e l’insegnamento.

Sappiamo che non hai mai smesso di imparare da Rael, qual è la lezione più importante che hai imparato sul Pilates attraverso i suoi insegnamenti?

Ce ne sono tanti, ma uno dei più importanti per me è mantenere la massima qualità del lavoro ed essere sempre il meglio che posso essere.

 

Un’ultima riflessione su come ti senti quando insegni in Italia?

Mi sono innamorato dell’Italia durante la mia prima visita quando ho insegnato ai Moduli 9-11 nel bellissimo Studio di Ilaria. Ora ogni volta che vengo mi sembra di essere a casa. Ho visto BASI Italia crescere e sono così orgogliosa di ogni insegnante con cui ho avuto l’onore di lavorare e non vedo l’ora di incontrarne altri ogni volta. La passione che tutti voi avete, la dedizione e l’impegno per l’apprendimento di Basi Pilates è incredibile! Oltre ad amare gli amici che ho in Italia, la sua bellezza, ne amo ovviamente il vino e il cibo!

 

Il Pilates migliora le prestazioni della corsa

 il pilates migliora le prestazioni della corsa

 

 

Lo scorso 10 giugno sul Medical News Bulletin è apparso un importante articolo sul Pilates e la corsa, se ve lo siete perso eccolo tradotto per voi

 

Il Pilates migliora le prestazioni della corsa, gli studi lo confermano

 

Uno studio recente ha valutato l’influenza del Pilates sulle prestazioni e sul dispendio metabolico di runner professionisti.

Il corpo umano richiede ossigeno per svolgere il lavoro. Ogni individuo ha un consumo massimo di ossigeno. La capacità di percorrere lunghe distanze richiede che un individuo abbia un alto valore di consumo massimo di ossigeno e la capacità di mantenere quel consumo massimo nel tempo. La quantità di ossigeno consumata per percorrere una distanza specifica è definita dal costo metabolico.

Questa misura presume che l’individuo stia correndo a un’intensità inferiore alla sua capacità massima. Gli studi hanno suggerito che alcuni tipi di allenamento possono aiutare a ridurre il costo metabolico, aumentando così le prestazioni di corsa. Uno studio brasiliano pubblicato dalla Public Library of Science ha effettuato degli importanti test sugli effetti dell’allenamento con il Pilates sul costo metabolico e sulle prestazioni complessive dei corridori.

 

Lo studio ha reclutato 32 runner professionisti che sono stati suddivisi casualmente in due gruppi di allenamento: un gruppo di 16 persone ha eseguito esercizi di Pilates, mentre i restanti 16 facevano parte di un gruppo di controllo. Entrambi i gruppi si sono impegnati nei loro allenamenti di routine, ma il gruppo Pilates ha seguito contemporaneamente un programma di allenamento Pilates che è durato 12 settimane. I ricercatori hanno registrato misurazioni neuromuscolari, metabolismo e cinematica dei corridori. Ai soggetti è stato chiesto di eseguire un esercizio a due velocità diverse,  prima e dopo il programma di allenamento.

 

I dati demografici del gruppo di controllo e del gruppo Pilates non hanno evidenziato differenze significative prima di iniziare il programma di formazione di 12 settimane. Le variabili misurate erano il consumo massimo di ossigeno, il costo metabolico a 10 chilometri all’ora e il costo metabolico a 12 chilometri all’ora. Anche queste variabili non hanno mostrato differenze significative prima dell’esperimento tra il gruppo Pilates e il gruppo di controllo.

 

In seguito al programma di allenamento Pilates, si è registrato un notevole aumento delle prestazioni dei corridori partecipanti all’allenamento Pilates rispetto al gruppo di controllo. Allo stesso modo, c’è stato un significativo miglioramento del costo metabolico per il gruppo Pilates in relazione al gruppo di controllo dopo l’allenamento. I ricercatori hanno registrato inoltre una minore attività elettromiografica nei muscoli posturali per il gruppo Pilates.

 

I risultati suggeriscono che l’allenamento Pilates è utile per i corridori per migliorare le prestazioni di corsa. Questo è il primo studio che misura gli effetti dell’allenamento Pilates sulla corsa.

Questi risultati sono molto preziosi per creare moduli di allenamento specifici per i vari tipi di atleti e definire esercizi per migliorare le prestazioni con minori rischi di lesioni. Programmi di allenamento specializzati possono essere implementati per ottimizzare l’attività muscolare e rafforzare la salute generale delle persone coinvolte in attività atletiche ad alto stress.

Questa attenzione all’allenamento suggerisce un approccio proattivo, piuttosto che reattivo, alla salute e alle prestazioni degli atleti.

 

Articolo originale

Da Medical News Bulletin – 10 giugno 2018

www.medicalnewsbulletin.com/pilates-improves-running-performance-study-finds/

 

 

 

Un libro ci ispira. A cambiare, a provare, a metterci in gioco, ma soprattutto ispira nella misura in cui ci mostra nuove possibilità.  Molti studenti e istruttori ci hanno raccontato in questi anni come il loro incontro con il Pilates e con il Rael Isacowitz sia avvenuto attraverso il Manuale tecnico del Pilates.

Manuale Tecnico del Pilates CoverEcco 10 motivi per cui non può mancare tra i vostri libri la seconda edizione, aggiornata e rivista del MANUALE TECNICO DEL PILATES.

 

  1. Questo manuale rappresenta la sintesi e la condivisione di quasi quarant’anni di esplorazione, pratica e conoscenze che Rael Isacowitz ha maturato sul metodo Pilates.
  2. Rael mostra come sia possibile rimanere fedele all’essenza del lavoro di Joseph Pilates, pur consentendone un’evoluzione. Evoluzione significa perfezionare il metodo, compatibilmente con i progressi fatti nell’ambito della conoscenza scientifica e la necessità del singolo, ma sempre edificando sulle fondamenta del lavoro originario di Joseph Pilates.
  3. La prima parte del libro in cui sono trattati in maniera profonda e completa i principi fondamentali, vengono presentate le basi per la comprensione del Pilates, della filosofia e della capacità del metodo di influire su ogni aspetto del nostro essere. Sono inoltre illustrati i concetti fondamentali che riguardano la scienza del movimento umano e la loro relazione con il metodo Pilates
  4. Chiarezza della descrizione degli esercizi.

Vengono descritti oltre 200 esercizi di livello elementare, intermedio e avanzato. A ogni attrezzo è dedicato un capitolo. In ogni capitolo gli esercizi sono raggruppati in blocchi relativi alle diverse zone del corpo interessate e alla funzione di determinati gruppi muscolari. La descrizione di ogni esercizio presenta un indice di difficoltà e di resistenza consigliata. Vengono inoltre fornite informazioni relative ai muscoli coinvolti nell’esecuzione di ogni esercizio, gli obiettivi.

Manuale Tecnico del Pilates novità

  1. La ricchezza delle varianti inserite in questa edizione.

Nella prima edizione Rael aveva intenzionalmente evitato la trattazione di modificazioni e di assist in quanto la divulgazione di troppe informazioni e modalità di variazioni avrebbe potuto generare confusione. In questa edizione, sollecitato da studenti e lettori ha inserito la possibilità di modificare molti degli esercizi presentati. Alcune varianti semplificano l’esecuzione degli esercizi, altre propongono muove sfide rispetto l’esercizio originale. Ogni variante conserva sempre l’essenza dell’esercizio.

 

  1. Cueing

Viene suggerito un sistema di immagini da utilizzare per ottenere i risultati ottimali utili sia per l’esecuzione che per l’insegnamento dei movimenti. Le immagini proposte da Rael sono chiare ed efficaci ed aiutano ad accendere la propria immaginazione e creare un personale bagaglio di immagini

 

Manuale Tecnico del Pilates novità 2

  1. Apparato iconografico.

Sono state scattate oltre 3500 foto per questa edizione. Vi hanno collaborato come modelle Lisa Hubbard, Leah Stewart, Kristi Kooper White e Tracy Mallet. Le fotografie illustrano con chiarezza il movimento e sono corredate da una descrizione dell’esercizio secondo lo schema della respirazione.

 

  1. L’edizione italiana è stata curata da Ilaria Pulidori, Basi Faculty e Basi Pilates ©  Licensee. Questo assicura una cura della terminologia tecnica e una fedeltà ai concetti e al pensiero espresso da Rael, maturata in tanti anni di insegnamento del metodo BASI Pilates e di lavoro con Rael stesso.

 

  1. Formato

Questa nuova edizione è più maneggevole nel formato orizzontale e nelle dimensioni ridotte.  È un manuale così compatto e pratico da farne uno strumento per il lavoro quotidiano, da portare sempre con sé.

 

  1. È riconosciuto come la guida più completa che sia oggi disponibile sul metodo Pilates scritta da colui che Kathy Stanford Grant riconobbe come “colui che Pilates avrebbe auspicato continuasse il suo lavoro”.

 

 

Nelle proposte formative BASI PILATES© oltre ai contenuti della disciplina viene data una grande importanza alla relazione tra docente e allievo. Far parte di un network internazionale, permette agli studenti e agli insegnanti che intendono migliorare la propria formazione di incontrare Faculty non solo con esperienze professionali e conoscenze sviluppate in contesti diversi ma anche con caratteristiche di personalità differenti.

Lo scambio diviene inevitabilmente più profondo quando la trasmissione dei contenuti disciplinari e delle conoscenze passa attraverso la relazione umana, nascono suggerimenti per nuovi percorsi e si aprono orizzonti e possibilità a cui non si era pensato.

Ogni Faculty diviene co-autore della propria formazione.

Ashley Ritchie BASI Faculty e Carlotta Corrias BASI Teacher

È il caso di Carlotta Corrias e Ashley Ritchie.

Carlotta insegna a Milano in vari studi tra cui Benefit Studio che ospiterà Ashley Ritchie, BASI Faculty proveniente dal Sudafrica per due workshop il prossimo 3 luglio 2018.

Abbiamo chiesto a Carlotta cosa ha rappresentato per lei l’incontro con Ashley.

Ogni volta che vedo un Faculty Basi insegnare rimango sempre affascinata.

È accaduto anche quando, per la prima volta, ho incontrato Ashley Ritchie in Italia nel 2016 in occasione del workshop “Pilates through Pregnancy and beyond”.

 

Il suo modo di lavorare, il suo approccio al corpo umano, il profondo rispetto per chi ha di fronte mi hanno completamente conquistata.

 Ashley Ritchie Pilates in Gravidanza Workshop

L’estate successiva avevo programmato di fare un viaggio in sud Africa, e ho fortemente voluto fare di nuovo lezione con lei durante il mio soggiorno a Johannesburg.

Sono riuscita ad inserirmi nella sua già fitta programmazione facendo lezione insieme a clienti, studenti e auditing in occasione del Comprehensive Global Program in corso, insomma qualunque cosa!

Una grande fortuna, devo dire, per me già questo valeva il viaggio.

 

Quello che mi colpito fin dall’inizio è stata la sua capacità di andare oltre il corpo della persona che ha davanti, sia questo uno studente, un cliente del suo studio o un Faculty come Ilaria Pulidori, riesce sempre a tirare fuori il meglio nel movimento di quel corpo.

 

Osservandola ho capito che questa capacità non può arrivare solo da una grande conoscenza tecnica, ma richiede empatia e sensibilità, qualità che puoi percepire lavorando e parlando con lei.

 

Sono veramente felice che venga a Milano, è un’occasione imperdibile per ogni insegnante o studente di Pilates poter incontrare un’insegnante fantastica e, per me, una bellissima persona”.

 

 

Questi gli appuntamenti da non perdere con Ashley Ritchie BASI Faculty.

Milano 3 Luglio 2018

Art of Cueing con Ashley Ritchie BASI Faculty

Evolution of the Spine Corrector con Ashley Ritchie BASI Faculty

Qual è il modo migliore per comunicare

Esiste un modo “giusto” per ottimizzare l’apprendimento del metodo Pilates?  Alla comunicazione insegnante-allievo dedicheremo quest’anno workshop e approfondimenti durante i corsi di formazione.

 

Differenti approcci alla comunicazione

La comunicazione richiede grande abilità: le informazioni devono essere comunicate nel minor tempo possibile, comprese e integrate dall’allievo al fine di ottenere i risultati desiderati. Dirigerlo in maniera efficace rappresenta la base per ogni buon insegnamento.  Esistono approcci e stili differenti: si tratta di dare i giusti input visivi, verbali, tattili, esperienziali.

Joseph Pilates enfatizzava l’importanza di concentrarsi sullo scopo di ogni esercizio. I suoi metodi di cueing erano diretti e decisi.

Diverso ad esempio da uno stile di cueing più soft e ricco di immagini che è molto più diffuso ai nostri giorni, che si concentra sul portare l’attenzione a particolari muscoli o parti del corpo per favorire la consapevolezza.

 

Quante volte come istruttore ti sei sentito in difficoltà, come se avessi troppe idee in testa in una volta? Hai avuto la sensazione che i tuoi studenti semplicemente non capivano quello che stavi dicendo? Ti sei ritrovato a rimuginare per trovare qualcos’altro da dire e poi hai perso il filo del tuo pensiero? Ti sei precipitato a tirare fuori le tue parole, solo per scoprire che era ora di andare avanti perché i tuoi studenti erano stanchi o annoiati?È una sensazione che tutti gli istruttori hanno provato e spesso la scarsa padronanza del cueing può causare frustrazione.

 

Che Cosa vogliamo ottenere

Spesso si descrivono le tecniche di cueing, enfatizzando che i migliori insegnanti sono quelli che sanno comunicare e quelli mediocri sono quelli che non hanno abilità a comunicare, quando invece sarebbe più giusto domandarsi: “si possiedono le conoscenze adeguate in modo da avere chiaro cosa si vuole comunicare”.
L’obiettivo principale della formazione BASI è fornire la preparazione necessaria per aver chiaro ciò che stiamo cercando di ottenere con il nostro cueing.
Tutti riconosciamo un bel movimento quando lo vediamo. È fluido, armonioso, senza sforzo e naturale, ma bisogna distinguere tra performance e apprendimento reale e profondo.
Possiamo rifarci alle parole di Joseph Pilates quando afferma che l’ideale è “[…] acquisire quel ritmo naturale e la coordinazione legati a tutte le proprie attività inconsce”.

 

Cueing Ilaria Pulidori BASI Faculty

Foto © Manuel Patti

 

“La conoscenza, la pratica, l’esperienza, l’intuito, l’empatia, la comprensione e l’esperienza di vita sono tutti ingredienti che rendono una comunicazione ottimale e l’insegnamento efficace. Fornire istruzioni per svolgere un esercizio è un fatto molto personale e può variare da persona a persona e da giornata a giornata, testimoniando come il fornire istruzioni sia veramente una ricerca in continua evoluzione che dura tutta la vita e l’essenza stessa del movimento”  Rael Isacowitz

Differenza tra performance e apprendimento

Questa distinzione è necessaria perché alcuni metodi di cueing e di pratica migliorano le prestazioni, ma non l’apprendimento. La performance può essere eseguita anche in modo perfetto ma senza quella piena consapevolezze che invece richiede l’apprendimento affinché il miglioramento sia duraturo nel tempo.
Rael Isacowitz con il metodo BASI Pilates ha sistematizzato il repertorio dal punto di vista tecnico e scientifico andando oltre la coreografia.
L’insegnante fa proprio l’esercizio non tanto come una sequenza coreografica ma attraverso la tecnica e la scienza arriva a capire cosa genera il movimento e come raggiungere gli obiettivi. Solo allora è in grado di identificare, possedere e trasmettere le informazioni in maniera precisa, adeguata e assolutamente efficace.

Grazie al Block System inoltre riesce a fare in modo che ogni sessione sia un processo profondo: ogni movimento assume un significato ulteriore se inserito in una struttura ben progettata.

Per BASI il cueing è infatti un aspetto che contribuisce (o inibisce) l’apprendimento di successo inscindibile dal possesso delle conoscenze adeguate, dalla struttura della sessione, dal contenuto e dalla tempistica del feedback etc.

BASI è acronimo di Body Art e Science e nei workshop dedicati all’ART OF CUEING si fondono l’Arte della comunicazione efficace e la Scienza del movimento che modificano in modo radicale l’esperienza dell’esercizio.

Questi gli appuntamenti da non perdere con ART OF CUEING.

Milano 3 Luglio 2018

Art of Cueing con Ashley Ritchie BASI Faculty

Bolzano 6 Ottobre 2018

Art of Cueing con Ilaria Pulidori BASI Faculty

 

  • Ciao Federica, come e quando ti sei avvicinata al Pilates e che percorso di formazione hai fatto?

Ho iniziato con la danza classica nel 1984 e sono stata da sempre molto attratta dallo ricerca sul movimento. Mi sono appassionata talmente tanto al metodo Pilates da lasciare nel 2003 la danza per dedicarmi a questa disciplina e allo studio della parte scientifica del movimento oltre che alla sue potenzialità espressive

In questa ricerca ho provato numerosi sport, dalle arti marziali all’arrampicata sportiva.

Nel 2005 ho iniziato il mio percorso formativo con un’altra scuola  e nel 2013 mi sono recata in Spagna per seguire il corso ProBridge BASI Pilates, studiando con Sheri Long e Sarah Lampro Bertuccelli.

 

  • Hai cominciato il tuo percorso BASI con il ProBridge in Spagna. Cosa ne pensi dell’internazionalità di BASI che permette di fare esperienze all’estero e poi proseguire in Italia?

Studiare in Spagna è stata un’esperienza importantissima che mi ha permesso di incontrare colleghi con approcci diversi e sperimentare un tipo diverso di formazione. Consiglio a tutti di viaggiare il più possibile per confrontarsi e allo stesso tempo divertirsi.

Studiare fuori dall’Italia ha messo in gioco la mia volontà di imparare, permettendomi di migliorare anche la conoscenza dell’inglese.

Federica a Darte Pilates Marbella 12 settembre 2015

Federica nello studio BASI Host DARTE Pilates Marbella

 

  • Da quanto tempo hai il tuo studio, che tipo di clientela hai e quali credi debbano essere le caratteristiche di un bravo insegnante?

Ho aperto il mio attuale studio, il  Loft Studio Cerere, nel 2013 ma avevo già gestito uno studio Pilates nel 2009 all’interno di una scuola di danza, sempre a San Lorenzo. In precedenza avevo lavorato a fianco della presidenza della mia precedente scuola di formazione e quindi mi sentivo pronta per intraprendere un mio percorso in autonomia.

La mia clientela comprende tutte le fasce d’età ma il mio approccio molto atletico ha fatto sì che si avvicinassero anche molti giovani sportivi e danzatori  (30-45 anni).

Un aspetto del metodo BASI che apprezzo molto, oltre alla ricerca di precisione e scientificità, è infatti un’attenzione all’atleticità che rispecchia le mie caratteristiche.

Credo che un insegnante dovrebbe dimostrare professionalità, passione, dedizione, ma soprattutto dovrebbe essere comunicativo. Un bravo insegnante sa relazionarsi con il cliente e esprimerne il potenziale.

 

  • Come mai hai deciso di diventare Host ed iniziare ospitando il Mat Program?

Ho voluto diventare Host per poter continuare il mio percorso con BASI e far conoscere questa scuola il più possibile. Per me è un onore ospitare i suoi corsi e sento che il mio studio ha il potenziale per creare un’esperienza di accrescimento negli studenti che lo frequenteranno.

  • Cosa ti auguri per il 2017?

Mi auguro la serenità necessaria per poter progredire nella mia conoscenza del Pilates e portare avanti un miglioramento continuo. Mi auguro quindi un anno di evoluzione di cui BASI sarà parte fondante.

Il Mat Program BASI Pilates si terrà a partire dal 10 Febbraio nel BASI Host Loft Studio Cerere di Federica, tutte le informazioni per l’iscrizione le potete trovare cliccando qui o scrivendoci a info@basipilates.it

 

 

 

Questo 2016 che si avvia a conclusione  è stato un anno di grandi soddisfazioni per noi di BASI Pilates Italia: l’onore di aver ospitato Rael Isacowitz, i workshop con Samantha Wood e  Ashley Ritchie,  i faculty incredibili che ci hanno accompagnato in undici corsi di formazione, tutti sold out, sono un risultato straordinario che non ci aspettavamo  in tempi così rapidi.

I numeri sono importanti ma la soddisfazione più grande è quella che arriva ogni giorno dai feedback degli studenti. In loro avviene un cambiamento: iniziano il loro percorso in BASI, con dubbi, incertezze ma anche certezze assolute e via via che il percorso continua le certezze sono sostituite da un atteggiamento più aperto al confronto, all’apprendimento e all’umiltà di sentirsi studenti per tutta la vita.

Insegnare una disciplina come il Pilates significa lavorare per il benessere e la salute dei propri clienti/allievi.

Con la formazione BASI Pilates viene fornita una metodologia che va oltre la conoscenza di un repertorio di esercizi. Un insegnante Basi è in grado di trasferire le informazioni da insegnante a cliente in  maniera molto precisa ed efficace perché la sua preparazione lo ha portato a conoscere l’esercizio nella sua essenza, non come una sequenza coreografica, ma in termini di conoscenza della meccanica muscolare e degli obbiettivi che si vogliono raggiungere.

Un insegnante BASI conosce le chiavi per attivare quella connessione mente-corpo nel cliente necessaria alla riuscita profonda del lavoro. Vedere che il cliente acquista consapevolezza del proprio corpo e che questo risponde nella giusta maniera è una grande conquista comune, di insegnante e allievo.

Lo strumento unico di questo metodo di insegnamento è il Block System, ideato da Rael Isacowitz, fondatore di BASI Pilates:  un sistema di categorizzazione del repertorio creato da Joseph e Clara Pilates per la costruzione di classi complete e idonee a ogni individuo.

Tra gli iscritti ai nostri corsi ci sono sempre più insegnanti di Pilates che hanno già una formazione, così come sono sempre più numerosi gli studi che chiedono l’elenco dei nostri insegnanti certificati.

La ragione sta nel fatto che in Italia, dove non esiste una regolamentazione precisa viene sempre più riconosciuta l’importanza che un insegnante abbia alle spalle una scuola di formazione e una certificazione riconosciuta da PMA, la sola che garantisce che questa meravigliosa disciplina sia  preservata, tutelata e insegnata secondo gli insegnamenti di Joseph Pilates.

Con la formazione BASI un insegnante ha preparazione, conoscenza e umiltà.

E’ un percorso non facile  per cui servono tanta motivazione e  sacrifici ma in molti studenti abbiamo trovato quella necessaria apertura al confronto  e desiderio di crescita continua che siamo sicuri daranno loro grandi soddisfazioni. A tutti loro auguriamo buon viaggio, un viaggio che durerà tutta la vita di cui siamo onorati di far parte.

 

Per intraprendere con noi questo viaggio i prossimi corsi in programma sono:

Mat Program a Roma

Mat Program a Torino

Comprehensive Global Format a Torino

Workshop con Sheri Long

 

I primi di Dicembre si sono aperte le iscrizioni ai workshop che Sheri Long, BASI Senior Faculty, terrà in Italia dal 3 al 5 marzo 2017. Tra i più richiesti  quello dedicato al  Pilates Matwork per le persone anziane che Sheri presenta in questa intervista.

 

PILATES MATWORK per CLIENTI MATURI

 

ANTHONY LETT: grazie per questa intervista .Vorrei sapere qualcosa in più sul tuo corso Pilates Matwork per clienti Maturi . Il tuo corso Pilates for Mature Clients ha riscosso già un grande successo, cosa ti ha portato a creare un corso specifico che utilizza solo il Matwork?

SHERI LONG: adoro il Matwork e la Mat class è un’opzione eccezionale per questa tipologia di persone.

Ha un prezzo più accessibile rispetto ad una lezione privata e la maggior parte delle persone in questo gruppo di età è in pensione e ha un piccolo budget a disposizione.Oltre a questo, il fatto di essere una lezione di gruppo crea delle interazioni sociali che sono estremamente importanti per loro.

A causa però delle condizioni muscolo-scheletriche e delle limitazioni di questa tipologia di clienti può essere difficile creare una lezione che sia appropriata, sicura e che incontri le loro necessità.

Insegno Mat class tutti i giorni a persone di tutte le età, volevo creare un workshop che si focalizzasse sul Matwork e al tempo stesso riflettesse sulle necessità e le restrizioni di questo particolare gruppo di età.

Non volevo solo fornire una lista di esercizi sicuri, voglio che gli insegnanti escano da questo workshop con una migliore consapevolezza di quali movimenti possono essere controindicati a seconda delle condizioni e quali possono essere invece privi di rischi, così da poter formulare Mat class in maniera creativa e al tempo stesso stimolare i clienti indipendentemente dalla loro età ma sempre in sicurezza.

 

ANTHONY LETT: hai dovuto modificare Il tradizionale Matwork per i Clienti Maturi? Puoi farci qualche esempio?

SHERI LONG: modifico sempre gli esercizi ma dipende veramente dalle condizioni del cliente, quindi dovrete frequentare il workshop per scoprire quante possibili varianti esistono.

 

ANTHONY LETT: quali sono le sfide del lavorare con una clientela matura?

SHERI LONG: credo che la sfida per me sia quando in una singola classe ci sono condizioni differenti e tutte necessitano modifiche specifiche.

Devo prestare attenzione alle diverse necessità offrendo velocemente le opportune variazioni e al tempo stesso mantenere costante il flusso della lezione. E anche assicurarmi che tutti si stiano divertendo.

 

ANTHONY LETT: una volta completato il corso gli insegnanti saranno in grado di costruire una classe per clienti maturi?

SHERI LONG: senza dubbio si e spero che acquisiranno anche una migliore consapevolezza di come sia stimolante lavorare con queste ‘Bellezze senza età’

 

ANTHONY LETT: quali sono i punti fondamentali del corso ?

SHERI LONG: credo fermamente che chi arriva a 70, 80 o addirittura 90 anni, ha una grande forza d’animo ed è nostra responsabilità aiutare queste persone a continuare a godere di una buona qualità della vita.

Voglio stimolarle ma in maniera sicura, aiutandole a sentirsi forti sia mentalmente che fisicamente. E soprattutto aiutarle a ricordare che sono una parte importante in questo mondo.

 

ANTHONY LETT: grazie mille per queste preziose informazioni Sheri. Sono sicuro che il corso sarà un successo così come il precedente! Ti auguro tutta la fortuna possibile!

SHERI LONG: Grazie Anthony!

 

L’intervista originale è disponibile a questo  link